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mercoledì 22 febbraio 2012
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Cercano casa

Questa sezione è dedicata ai mici adulti in cerca di casa, purtroppo quando si alleva ci si rende conto, prima o poi, che è impensabile tenere con sè tutti i gatti sterilizzati. Non tutti i gatti sono adatti alla vita in comunità e risentono molto di dover condividere gli spazi con altri gatti e, oltre ad un discorso caratteriale, avendo troppi mici è impossibile fornire a tutti le attenzioni, le coccole e il tempo di gioco necessario che i gatti devono assolutamente avere. Per questo motivo è consigliabile ricollocare gli adulti una volta sterilizzati. Io all'inizio della mia avventura pensavo che non sarei mai riuscita a riaffidare i miei gatti, finchè non mi sono resa conto che questa era una mia scelta egoistica, non stavo facendo il loro bene, donare una meritata vita da gatto "single" è il gesto d'amore più grande da parte di un allevatore.
Oltre ai mici adulti sterilizzati dell'allevamento, a volte possono essere disponibili anche cuccioloni cresciuti che per qualche
motivo non possono essere più accuditi dai precedenti proprietari. Per eventuali disponibilità o informazioni contattateci via email oppure telefonicamente.

Qui di seguito riporto alcuni articoli scritti dalla Dottoressa Sonia Campa, comportamentalista diplomata al Master post-laurea in Etologia degli Animali d'Affezione presso l'Università di Pisa, nei quali sono spiegati in maniera completa i motivi che portano un allevatore al ricollocamento.

L'adozione di un adulto

Quando un gatto termina la sua carriera espositiva o non rientra più nel programma di selezione stabilito, di solito viene dato in adozione ad una famiglia che ne faccia richiesta e che lo voglia accudire.
La prassi vuole che il micio o la micia vengano sterilizzati e affidati a delle famiglie compatibili con il loro carattere e con il loro stile di vita. Alcuni allevatori regalano i loro adulti sterilizzati, altri chiedono una cifra simbolica per il riaffido del micio.

Questa pratica di riaffidare gli adulti può dar luogo a critiche e pregiudizi pesanti: chi non ha mai allevato in vita sua, ha la tendenza ad accusare l’allevatore di non amare i suoi gatti e di sfruttarli, abbandonandoli quando non ne ha più bisogno.

Tuttavia, seppur non si possa escludere che nel mondo allevatoriale esistano loschi figuri più interessati al proprio tornaconto che non al benessere dei gatti, è importante comprendere questa prassi senza fare di tutta l’erba un fascio. Infatti, la prima e più importante cosa da tenere presente è che il ruolo dell’allevatore e il motivo per cui alleva non è “collezionare” gatti ma operare la selezione degli esemplari più idonei a portare avanti la razza. Ma fare selezione significa contribuire al mantenimento del pool genetico che determina una razza in modo costruttivo e non producendo cuccioli figli sempre degli stessi genitori: infatti, per abbattere il più possibile il grado di consanguineità tra gli esemplari è necessario che ci sia un “ricambio di sangue” (e quindi di individui) costante all’interno di un allevamento. Viceversa, un gatto per il quale non esiste più un piano di riproduzione è necessario che venga castrato/sterilizzato, come si farebbe per un gatto di casa.

Fermo restando, dunque, la necessità di incrociare linee di sangue sempre nuove e, quindi, inserire gatti di ceppi familiari diversi nel corso del tempo, se un allevatore tenesse con sé tutti i gatti che sterilizza, avrebbe presto problemi di sovraffollamento i quali, a loro volta, provocherebbero malessere e stress nei gatti mettendo a rischio la loro stessa igiene e salute. Infatti, una delle cause di stress fisico e psicologico più importante nel gatto è proprio la convivenza forzata con un numero di esemplari troppo elevato: l’idea che ai gatti bastino amore e coccole per vivere bene è un autentico luogo comune. I gatti hanno bisogno anche di ampi spazi, di privacy, di attenzioni esclusive, condizioni impossibili da riprodurre in un luogo affollato di altri conspecifici.

È per questo che la scelta di un allevatore di riaffidare gli adulti a famiglie serie in cui i mici possano diventare i veri e incontrastati beniamini di casa, sempre al centro dell’attenzione, è un atto di grande responsabilità da parte dell’allevatore che tiene a mantenere i propri gatti in condizioni psico-fisiche accettabili, oltre che di immane coraggio. Infatti, sempre fermo restando che si possa incappare anche in allevatori poco legati ai propri animali (ahimé la cronaca ce lo racconta spesso), per molti altri rinunciare alla presenza di un micio con cui hanno condiviso parte della vita familiare non è un distacco facile da affrontare.

Le raccomandazioni sono sempre le stesse: andate in allevamento, visionate personalmente il gatto, osservatelo nel suo ambiente, valutate come vengono tenuti anche gli altri gatti e non fatevi accecare dall’affido facile. Un allevatore che tiene bene TUTTI i suoi gatti (non sono quelli che vanno in expo) è sicuramente una persona che non ha fretta di sbarazzarsene.

Questo articolo è tratto dal sito Morgan's Place della Dottoressa Sonia Campa, vi consigliamo anche un altro articolo scritto sempre dalla Dottoressa Campa e pubblicato sul suo sito Pet Ethology.

 
 
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